Gravidanza gemellare tutto quello che c’è da sapere

La gravidanza gemellare è un avvenimento straordinario ma sempre più comune negli ultimi anni, che necessita solo di un’attenzione maggiore da parte dei medici e di tanta pazienza per la mamma, che attende la nascita dei due meravigliosi cuccioli.

Si parla di gravidanza gemellare quando la mamma aspetta due bambini o anche tre, come vedremo in seguito. Il momento in cui ci accorge di questa speciale attesa, è il test di gravidanza o la prima ecografia all’ottava settimana, quando mamma e papà sentiranno con emozione ben tre cuori battere. Non è sufficiente, infatti il controllo dell’ormone hCG per verificare la presenza di due gemelli, perché questo valore non si collega bene alla quantità di feti e un suo elevato valore può essere motivato da svariati fattori e non solo da una gravidanza gemellare.

Quali sono i fattori predisponenti una gravidanza gemellare

Secondo diversi studi scientifici, la predisposizione familiare, il tipo di alimentazione e i trattamenti per la fertilità, possono dar vita con maggiore probabilità ad una gravidanza gemellare. In generale Madre Natura ha sempre l’ultima parola e non esistono calcoli precisi e analisi mediche che riescano prevedere, nel futuro di una coppia, la nascita di due gemelli. Vi sono però dei fattori predisponenti che ne aumentano le possibilità, come ad esempio il fatto di avere in famiglia altri casi: genitori gemelli, zii, cugini e nonni fino alla seconda generazione, possono dare in eredità questo meraviglioso gene.

Noti studi medici hanno inoltre verificato una percentuale maggiore di parti gemellari in donne che hanno una dieta ricca e varia rispetto a coloro che seguono in modo costante diete restrittive, vegane o vegetariane. Secondo altre teorie, in verità meno dimostrabili, chi consuma molti latticini si predispone maggiormente ad un parto gemellare, ma riteniamo che non vi sia riscontro scientifico in questa affermazione. Un altro importante fattore che spesso dà vita ad una gravidanza gemellare sono i trattamenti per la fertilità e ciò deriva dalle pesanti cure di ormoni a cui viene sottoposta la mamma.

Diciamo la verità, quando si progetta un figlio nella propria vita, spesso si vorrebbe controllare ogni cosa, sesso, tratti somatici, stato di salute e soprattutto il numero, per essere pronti ad ogni situazione. Per questo oggi esiste un test per il calcolo delle probabilità gemellari che spesso offre risultati attendibili. Si tratta di domande relative alla propria storia familiare, all’etnia, al tipo di alimentazione, all’età, allo stile di vita e a trattamenti medici in corso. Il risultato viene calcolato sulla base di dati statistici probabilistici non assoluti, in un determinato momento storico e in una precisa area geografica.

I sintomi della gravidanza gemellare e le prime ecografie

Non vi sono sintomi specifici per la gravidanza gemellare se non la crescita della pancia in modo molto repentino. Alcuni indizi determinanti sono un senso di stanchezza continua, la nausea molto forte per tutto il giorno e una voglia di dormire così pressante che impedisce lo svolgimento delle usuali attività quotidiane.

Quando c’è un ritardo nel ciclo e si verificano queste condizioni, è bene ricorrere ad un ginecologo che provvederà ad eseguire la prima ecografia già a 8 settime. Il colloquio con un medico è importante da diversi punti di vista: aiuterà la futura mamma ad affrontare una gravidanza gemellare sicuramente più impegnativa, offrendo delle linee guida che dovrà seguire fino al momento del parto. Le ecografie dovranno avere una frequenza regolare e in caso di gemelli, la seconda va fatta anche a 11 settimane, quando i due piccoli avranno già una loro primissima fisionomia; in ogni caso è bene che la mamma tenga sempre sotto controllo il calcolo delle settimane di gravidanza.

Può succedere che il dottore non si accorga della gravidanza gemellare alla prima ecografia e che solo il mese successivo, quando la camera gestazionale sia divenuta più grande e formata, riesca ad esserne certo comunicandolo ai genitori. In molti casi non si tratta di superficialità da parte del ginecologo né di scarsa preparazione ma solo di una migliore visibilità dovuta alla crescita dei feti.

Le probabilità di un parto gemellare non sono molto frequenti e può succedere che fino al secondo o terzo mese i genitori si abituino all’idea di un solo bambino, per poi ricevere la meravigliosa notizia. Giunti a questa fase della gravidanza, le domande sono davvero tante: le camere gestazionali sono uguali? Entrambi stanno bene? Un bimbo è più grande dell’altro? Tante domande a cui il medico dovrà rispondere armandosi di grande pazienza.

È bene sapere che esistono diversi tipi di gravidanza gemellare:

– Bicoriale: che presenta due placente

– Monocoriale: presenta una sola placenta per entrambi i feti

In entrambi i casi si possono avere due maschi o due femmine o un maschio e una femmina, ma la gravidanza gemellare monocoriale è più rischiosa perché entrambi i bambini hanno una sola placenta, per questo va monitorata in modo costante da ginecologi specialisti. All’interno di una gravidanza monocoriale può succedere che i bambini crescano in due sacchi separati (biamniotiche) o nello stesso sacco (monoamniotiche). Il 10% delle gravidanze gemellari è di tipo monocoriale, cioè una sola placenta a cui sono legati entrambi i feti.

Solitamente ogni gemello possiede un sacco amniotico e questo è il caso che dà meno criticità perché garantisce una crescita serena di ogni feto. Vi sono poi le ipotesi di gemelli monozigoti, che derivano cioè da un solo ovocita che si divide e dà vita a due diversi individui, oppure eterozigoti, cioè originati da due diversi ovociti fecondati da due differenti spermatozoi contemporaneamente. Nella maggior parte dei casi i monozigoti sono identici, a differenza degli eterozigoti che possono avere sesso e tratti somatici diversi.

E se sono tre, quattro o più gemelli?

La scienza medica e la storia della ginecologia insegnano che vi possono essere anche gravidanze trigemellari o plurigemellari. Sono ipotesi rare ma che si possono verificare, in taluni casi la trigemellarità è stata confermata anche alla 25ima settimana, poiché il terzo bambino era rimasto nascosto dietro le sacche di liquido amniotico dei suoi fratellini. Una scoperta sicuramente sconvolgente per i genitori, già sotto shock per la notizia dei gemelli ma che va accolta con altrettanto amore.

Nelle ipotesi più rare di gravidanze plurigemellari, possono verificarsi delle complicanze per i feti che richiedono un’attenzione particolarissima del ginecologo. Questi dovrà monitorare anche più di una volta al mese l’andamento della crescita e lo stato di salute di mamma e bambini con ecografie e analisi del sangue.

Può succedere, in questi casi, che alla mamma venga proposta l’embrioriduzione, una pratica che consiste in una vera e propria riduzione di uno dei feti. Togliendo gli embrioni poco attivi, con difetti o con ritardi nello sviluppo, infatti, si ritiene che gli altri feti possano crescere meglio. L’embrioriduzione viene praticata per eliminare i rischi e le minacce per i feti più forti e che hanno più speranze di vita. Un intervento doloroso dal punto di vista psicologico per la mamma, ma anche una sconfitta per quella parte della medicina riproduttiva che lavora per dare vita e speranza a tanti genitori.

Parto gemellare: il momento della nascita

Dopo circa 36 settimane di struggente attesa, il medico annuncia che è giunto il momento di partorire. Il parto gemellare è un momento emozionante per genitori e medici, vedere la natura che si sdoppia in due meravigliosi visetti ha sempre un fascino incomparabile.

Normalmente questo tipo di gravidanza si conclude circa 3 o 4 settimane prima del termine naturale e in alcuni casi anche intorno alle 32 – 34 settimane di gestazione, quando i bambini peseranno tra i 1.900 e 2.200 Kg ciascuno.

La scelta di un parto naturale dipende dal verificarsi di alcune condizioni, come la posizione cefalica dei bambini, cioè entrambi o almeno uno deve essere rivolto con la testa verso la vagina, le buone condizioni di salute della mamma ed un bacino abbastanza ampio per favorire le spinte. Se non si presentano tali condizioni, si preferisce il parto cesareo per evitare complicazioni che possono andare dalla difficoltà di far uscire il secondo gemello, sottoponendolo in seconda fase ad un parto cesareo, un’emorragia per la mamma e diverse altre criticità che è meglio evitare.

Il parto cesareo semplifica le cose perché può essere programmato, preparando mamma e medico. In talune ipotesi è invece necessario, come quando il peso di un gemello sia inferiore all’altro di oltre il 25% in caso di gemelli monozigoti. In questo caso, infatti, si può verificare una trasfusione feto fetale che crea squilibri nella crescita dei bambini.

Oltre tutti i possibili rischi, insiti in qualsiasi parto anche non gemellare, il momento della nascita è uno dei più emozionanti. Sul web si trovano numerosissime esperienze di mamme che sono riuscite ad affrontare la gravidanza gemellare e il momento del parto in modo tranquillo e senza alcuna difficoltà. Per aiutare i genitori viene spesso consigliato di frequentare corsi preparto specifici per insegnare alla mamma tecniche di respirazione adatte, dando consigli sul tipo di alimentazione, di movimento da fare e tanti altri suggerimenti per sedare ogni tipo di ansia.

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