Come far passare il singhiozzo al neonato

Il singhiozzo è una condizione che affligge costantemente e molto spesso i neonati ed i bambini che non hanno ancora raggiunto il primo anno di età.

Esso può insorgere a causa della poppata o a seguito di un ruttino, ma le cause possono essere le più disparate, senza poi contare che non si conosce tuttora quella che è il preciso fattore scatenante.

Molto probabilmente ed in base a ciò che molti studi affermano, il singhiozzo compare a causa della poca maturità dell’apparato digerente del neonato in questione.

Nella stragrande maggioranza dei casi, di tratta di un fastidio che non provoca particolari sofferenze al bambino e che scompare nel giro di pochissimi minuti.

Tuttavia, per evitare quello che rappresenta comunque un qualcosa di estremamente molesto, la mamma può ricorrere ad una serie di trucchi utili.

Cosa buona e giusta è prima premettere che il singhiozzo non provoca che alcuni sussulti al bambino, sussulti che non gli impediranno tra l’altro di prender sonno, con il singhiozzo che si placherà proprio nel corso di questo.

Per i piccoli, in definitiva, il singhiozzo altro non è che una cosa normale tipica delle prime fasi della vita.

Pertanto, se il bambino soffre di singhiozzo frequente ma mangia, dorme e sporca il pannolino, è segno che è in buona salute è che non esiste motivo per cui bisogna preoccuparsi eccessivamente.

Primo rimedio adatto a far passare il singhiozzo al proprio bambino consiste nel ricorrere ad un pò di acqua calda lasciata leggermente intiepidire, la quale va somministrata mediante l’ausilio di un cucchiaino o di un contagocce.

Anche farlo starnutire potrebbe aiutare, magari solleticando il naso del neonato che così facendo verrà stimolato.

Non si tratta di un metodo improvvisato, ma di un qualcosa di anatomicamente e fisiologicamente provato. Lo starnuto, infatti, fa in modo che il diaframma si distenda.

Il diaframma è a sua volta il muscolo che, contraendosi in modo involontario, provoca la nascita del singhiozzo.

Attaccare il neonato al seno potrebbe rivelarsi un altro gesto opportuno.

Una volta attaccato alla mammella della mamma, le narici del bambino vengono tappate, impedendo a questo di ingerire ulteriore aria.

Questo stratagemma non trova efficacia analogamente per il biberon.

Questo perché le tettarelle, a meno che non si scelgano quelle appositamente studiate per impedire il singhiozzo, lasciano penetrare l’aria.

Cosa buona e giusta sarebbe evitare di chiudere le narici al piccolo, non perché questo non sia efficace, ma semplicemente perché tutto ciò potrebbe condurre il bambino ad innervosirsi ed a piangere, peggiorando così la situazione.

Un occhio attento deve essere prestato al limone: la presenza all’interno di questo di una sostanza denominata acido ascorbico stimola le terminazioni nervose imputate nel processo che porta alla nascita del singhiozzo, attenuandone così gli effetti.

Detto questo, è bene però evitare di dare del succo di limone al neonato prima che questo abbia compiuto i nove mesi di età.

In caso contrario, l’insorgenza di una reazione allergica è più che probabile.

Una volta raggiunto l’anno di età, il singhiozzo del neonato dovrebbe presentarsi via via meno frequentemente, con questo che a lungo andare tenderà a scomparire quasi completamente.

Le eccezioni, esattamente come nel caso degli adulti, potrebbero concernere un pasto consumato troppo velocemente o una risata, eventi grazie i quali il singhiozzo potrebbe sporadicamente fare capolino.

Nel’ipotesi in cui le crisi legate al singhiozzo non cessino di esistere, ma anzi mantengono la loro intensità e la loro frequenza, tutto questo potrebbe impedire al bambino di alimentarsi correttamente.

Proprio per questo, sarà bene rivolgersi al proprio pediatra di fiducia.

Un singhiozzo insistente che dura magari ore ed ore senza scomparire potrebbe infatti essere sintomo secondario di un problema di più grossa entità.

Un problema che, inutile allarmarsi, sarà sicuramente trattabile mediante le dovute accortezze, successivamente ad una precisa diagnosi.

Tra le cause possibili può esserci l’assunzione di un corpo estraneo, come un giocattolo o un tappo di bottiglia, gesti particolarmente frequenti in una fascia di età, come quella neonatale, nella quale i piccoli per abitudine tendono ad ingerire tutto.

Altra causa potrebbe essere legata ad una intossicazione, magari provocata dall’assunzione di una sostanza la cui azione svolge un effetti infiammatorio sia per le vie digestive che per quelle respiratorie.

Una volta recatosi dal pediatra, questo individuerà dapprima la reale causa, prescrivendo poi quella che è la cura più adatta, da un intervento chirurgico fino ad arrivare all’eliminazione mediante farmaci di quella che, meglio ripeterlo, potrebbe essere una semplice infiammazione.

In chiusura, è appropriato ribadire che le fattispecie appena citate sono esclusivamente casi del tutto rari e che pertanto il singhiozzo è quasi sempre del tutto innocuo e passeggero.

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