Come sterilizzare il ciuccio

Il ciuccio è un accessorio indispensabile che calma i momenti più ansiosi dei bambini…apprezzato non solo dai bimbi ma anche dalle mamme e papà.

Necessita, però, di una igiene e attenzione adeguata per evitare infezioni indesiderate quali la candida della bocca, dissenteria infantile e, il più comune, male al pancino.

Come sterilizzare il ciuccio? 

Esistono molti modi per mantenere un’adeguata igiene del ciuccio. Varietà di metodi che, spesso, creano confusione e dubbi. Credenze popolari annesse.

Tutti sappiamo che la sterilizzazione è un passaggio essenziale per cancellare gli elementi batterici.

Le nonne effettuavano, ma anche le nostre mamme, questo lavoro con acqua bollente e vapore.

La tecnologia attuale ha però portato nuove soluzioni di sterilizzazione.
Infatti è possibile disinfettare anche freddo.

Ma che differenze ci sono tra la sterilizzazione a caldo e quella a freddo?

Sterilizzare il ciuccio a caldo

Il metodo a caldo è il conosciuto da sempre. Si può fare con la classica bollitura altre sì con gli attuali apparecchi elettrici.

E’ doveroso fare una premessa.

Prima di sottoporre il ciuccio al procedimento a caldo è necessario che sia di un materiale non solo buono ma che, durante la bollitura, non vengano rilasciate sostanze che potrebbero danneggiare il bimbo.

Un valore che identifica l’alta qualità del ciuccio è la dicitura 0% bpa, presente sulla scatola al momento dell’acquisto.

  • Con la sterilizzazione attraverso la bollitura basta solo un pentolino e un telo bianco in cotone. Si fa bollire l’acqua, immergere il ciuccio per almeno una manciata di minuti e infine si asciuga.
    Naturalmente più a lungo resterà a bagno il ciuccio più sarà alta l’igiene.
  • Con il metodo del microonde i tempi si accorciano maggiormente.
    Sarà sufficiente munirsi di contenitori appositi per il microonde, riempirli con acqua e immergere il ciuccio. Avviare, infine, l’elettrodomestico.
    Non si parla, qui, di minuti ma… si presterà attenzione alla forza del microonde.
  • C’è anche dire che tutti i marchi, sopratutto i più affermati nel campo dell’infanzia, propongono sterilizzatori elettrici. Hanno il vantaggio di agevolare notevolmente, con un prezzo alla portata di tutti, la sterilizzazione senza troppe noie. Attraverso l’uso del calore insieme al vapore si ottiene un ottimo livello di sterilizzazione.

Il metodo a caldo, si rivela molto pratico e soggettivo nella scelta. L’unica attenzione da fare è di assicurarsi il totale raffreddamento dell’accessorio più amato dai bimbi.

Sterilizzare il ciuccio a freddo

Il metodo a freddo è recentissimo.

Ha un impatto minore sull’usura dei ciucci ma dispone di caratteristiche che è, consigliabile sapere prima.

Anzitutto richiede particolari elementi di origine chimica da abbinare in precisi vassoi che si comprano in farmacia e negozi specifici.
Si versa il detergente, che è liquido, oppure in capsule, nelle vaschette assieme al ciuccio che provvederanno alla sterilizzazione.
Vantaggiosa perché rende la sterilizzazione agevole anche fuori casa in quanto non serve elettricità.

Ma è obbligatorio comprare ogni volta le vaschette. Infatti sono monouso.
Altre sì i pediatri stessi sono concordi che è meglio ridurre al minimo questa soluzione. Non è naturale, seppur le case produttrici seguano una prassi rigorosa rispettosa delle normative produttive.
Oltretutto, la tempistica di sterilizzazione non è comoda coi tempi poiché richiede molto tempo per ottenere un risultato che ci lasci quanto meno sereni.

In conclusione, che sterilizzazione usare?

La scelta è molto soggettiva. Infatti influiscono tante variabili che vanno dalle proprie esigenze alle preferenze personali.

Ma è una prassi essenziale fino, almeno, ai 6 mesi del piccolino. Perché le difese immunitarie sono ancora molto basse e devono svilupparsi.
Cancellate però la credenza che sostiene che basta mettere prima il ciuccio nella bocca propria o altri sistemi di dubbia provenienza nonché comprare accessori di qualità e provenienza incerta.

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