pappa: cosa e come far mangiare il neonato

Durante la lunga attesa il rapporto con il neonato per la mamma è intimo, personale, emozionante, il papà lo vive di riflesso attraverso i suoi movimenti e l’emotività materna.

Durante questi mesi si organizza perfettamente ogni cosa per rendere l’arrivo del piccolo impeccabile.

Ma ciò che si immagina, spesso, non corrisponde alla realtà.

L’arrivo di un bimbo in una famiglia, specie se è il primo figlio, porta oltre alla gioia anche confusione e un molta ansia, in particolare per la mamma.

Abituarsi ai ritmi del piccolo non è facile, e spesso, nonostante tutto l’amore, può essere molto stancante e stressante.

La fase più delicata è capire i suoi ritmi, l’orario delle poppate, la differenza tra il pianto da fame e il pianto di dolore.

Partiamo quindi dall’alimentazione del piccolo, cercando di comprendere bene come si evolve nel primo anno di vita.

Allattamento

I primi giorni per la mamma sono fondamentali, per imparare a capire i bisogni del piccolo.

Importante è controllare che il piccolo dorma, mangi e faccia i suoi bisognini, questo denota che il piccolo sta bene.

Fondamentali i primi giorni anche per l’allattamento, il bimbo già dalle prime ore di vita si attacca al seno materno, e lo farà ogni tre ore, almeno per i primi due mesi.

Quando il bimbo deve mangiare, se sta dormendo non va svegliato, ma semplicemente si prova a scoprirlo, magari parlandogli dolcemente, al massimo si prova a cambiargli il pannolino.

Durante la notte, se non dovesse svegliarsi per la poppata è meglio non disturbarlo, anche perché passato il primo mese generalmente la poppata notturna salta.

Ogni poppata ha una durata che va dai 20 minuti ad un’ora circa. Importante per la mamma è far sì che il seno di riposi.

Da tener presente, che il bimbo comunica solo attraverso il pianto, ma ciò non significa che ogni volta che piange è per fame, magari deve essere cambiato o forse vuole solo essere coccolato dalla mamma.

Durante l’allattamento anche la mamma deve stare attenta alla sua alimentazione.

Considerando che la composizione del latte è per l’85% composto d’acqua, è conseguenziale che la mamma debba bere molto di più. Infatti, prima e dopo ogni poppata, la mamma generalmente ha sempre una grande sete.

Quindi è consigliabile che beva almeno 2 l di acqua al giorno, per garantire una buona idratazione e produzione di latte.

Inoltre la dieta per una mamma che allatta deve essere moto variegata ed equilibrata.

Essa ha bisogno di assumere carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali, acidi grassi omega 3, calcio.

Sfatiamo ora un luogo comune, secondo il quale, bere birra aumenta la produzione di latte, abbiamo già detto che il latte è composto dall’85% di acqua, quindi è importante bere acqua.

Una buona produzione di latte dipende da tanti fattori, uno dei principali è il corretto attaccamento al seno del bimbo e allattarlo ogni volta che lo chiede. Infatti l’attivazione di ormoni che stimolano la produzione di latte è determinata dalla suzione.

L’allattamento al seno a differenza di quello con il latte artificiale, abitua il neonato a sapori diversi. Infatti il sapore del latte è determinato dagli alimenti che la mamma mangia.

Durante l’allattamento la mamma deve stare attenta anche all’assunzione di farmaci, è opportuno sempre consigliarsi con il medico curante o con il pediatra prima di assumerli

L’allattamento è importante perché il latte sarà l’unico alimento che il bimbo assumerà per almeno i primi tre mesi e mezzo.

Svezzamento

Quattro mesi: la prima pappa

Dal quarto mese in poi inizia la fase più importante e delicata della vita del bimbo e della mamma, è il momento della prima pappa.

Infatti dal quarto mese le poppate vengono alternate ad alimenti semi-solidi.

La fase dello svezzamento è una tappa delicata e fondamentale sia per lo sviluppo del gusto del bambino, che condizionerà tutte le scelte alimentari della sua vita adulta;

sia perché bisogna seguire delle regole, per evitare che il bimbo possa sviluppare allergie o intolleranze alimentari.

Durante questa fase è opportuno consigliarsi con il pediatra, il quale vi indicherà il miglior modo per gestire questa tappa della vita del piccolo.

In linee generali è consigliabile iniziare lo svezzamento introducendo nei primi quindici giorni la frutta grattugiata o omogeneizzata, al posto delle poppate di metà mattina e metà pomeriggio.

La frutta con il suo sapore dolce aiuterà il bambino ad accettare questo nuovo modo di alimentarsi.

Non bisogna forzare il piccolo, perché per lui tutto ciò è completamente nuovo, abituato solo ad alimenti liquidi deve familiarizzare, non solo con nuovi sapori, ma anche con consistenze diverse.

Nel caso il bimbo rifiuti il cibo inizialmente, non bisogna preoccuparsi, ma bisogna solo riprovare con molta pazienza e calma.

Dopo una quindicina di giorni dall’introduzione della frutta, si può preparare la prima pappa che sostituirà la poppata centrale della giornata.

Inizialmente si consiglia di preparare un brodino vegetale nel quale potete aggiungere una crema di riso e un filo d’olio extravergine d’oliva.
Nella preparazione del brodo usate le tipiche verdure come carota, zucchina e la patata.

Quinto e sesto mese: quali alimenti aggiungere

Tra il quinto e il sesto mese si può cominciare ad aggiungere al brodo anche la cipolla, il finocchio, gli spinaci,evitate ancora il pomodoro perché è un alimento non facile da digerire. Inoltre, è possibile aggiungere alla pappa, anche il parmigiano.

Per quanto riguarda la frutta oltre a pera e mela, si può usare la banana, le prugne, le pesche e le albicocche.

Settimo e ottavo mese: un esplosione di sapori.

egrata sia con la carne, tranne il maiale che può essere dato al bimbo quando avrà un anno, sia con il pesce, si inizia anche a fargli assaggiare lo yogurt e i formaggi.

Ormai il bimbo è capace di mangiare e deglutire quindi si comincia ad usare anche formati di pasta molto piccoli.

Importante è variegare la sua dieta e far sì che non rifiuti alcuni cibi. Il primo anno di vita del bimbo rappresenta il periodo fondamentale per abituarlo a tutti i sapori, così che da adulto saprà apprezzare ogni tipo di alimento.

Importante è abituarlo a mangiare le verdure, fondamentali per una dieta sana.

Uscire con il bambino

Quando si esce con il piccolo il problema del pranzo è fondamentale.
Per i bimbi fino a sei mesi il problema è di semplice risoluzione, in quanto il piccolo si alimenta ancora con il latte e la frutta, quindi organizzare il pranzo non comporta disagi.

Da sei mesi ad un anno la situazione è un pò più complicata, in quanto la preparazione della pappa deve prevedere il rispetto delle regole igieniche, che salvaguardino la salute del piccolo.

Per i pasti principali è consigliato prepararli presso la casa vacanza, o il ristorante, dove generalmente si può facilmente trovare l’occorrente per preparare la pappa, mentre per le merende si può optare per i vasetti di frutta omogeneizzata.

In caso non è disponibile un luogo adeguato, si può optare per i prodotti industriali, come omogeneizzati e brodo vegetale già pronto, facile da assemblare e scaldare.

Ancora più pratiche e veloci si possono usare le pappe già pronte, da selezionare in base all’età del piccolo.

Sono molto agevoli, sicure e igienicamente garantite, non serve tenerle in frigo. Bisogna solo stare attenti che una volta aperte, vanno conservate in frigo per un massimo di 24 ore.

Ultimo consiglio, non dimenticate mai di portare l’acqua del bimbo con voi.